Torino, 26 aprile 2016 – Presentato nel pomeriggio presso la sede del CUS Torino di via Braccini 1 il progetto quinquennale per il miglioramento degli impianti sportivi di “Torino Città Universitaria, Campus a Cielo Aperto”. Al tavolo dei relatori: il Presidente della Compagnia di San Paolo Luca Remmert, il Vice Presidente della Compagnia di San Paolo e Professore del Politecnico di Torino Marco Mezzalama, il Presidente CUS Torino Riccardo D’Elicio e il Vice-Rettore per la valorizzazione del patrimonio edilizio e della programmazione dello sviluppo edilizio dell’Università degli Studi di Torino Bartolomeo Biolatti
Negli ultimi anni il sistema universitario torinese ha conosciuto una fase di costante crescita che ha assunto una dimensione quasi unica nel panorama italiano. Oltre alla qualità dei percorsi di laurea, hanno avuto una funzione importante in questo processo di sviluppo: l’implementazione della residenzialità universitaria e la crescita quali-quantitativa del servizio sportivo offerto agli studenti, che ha garantito loro, oltre al completamento del processo formativo, di innalzare il livello di vivibilità degli atenei cittadini, promuovendo sani stili di vita ed una integrazione sociale che, soprattutto per gli studenti fuori sede e stranieri all’interno di una realtà metropolitana, spesso risulta complicata.
L’obiettivo comune dell’Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino e CUS Torino è costruire, attraverso un progetto pluriennale strutturato, un modello universitario innovativo di campus metropolitano diffuso, integrando lo sport tra i servizi che le università garantiranno agli studenti - come fattore di benessere ed educazione a corretti stili di vita e quale completamento dei saperi nell’accezione del “saper essere”. I lavori di ammodernamento del campus del CUS Torino sono realizzati con il sostegno della Compagnia di San Paolo.
Torino Città Universitaria vista come un “campus a cielo aperto” vedrà la realizzazione di opere di ristrutturazione e messa a norma, in particolare per l’utenza diversamente abile, degli impianti sportivi gestiti dal CUS Torino, oggi a disposizione del mondo universitario e della collettività.
Negli ultimi venti anni il numero delle presenze annuali all’interno degli impianti sportivi universitari è più che raddoppiato, passando dalle 150.000 presenze del 2006 alle oltre 330.000 del 2015. 
Se fino a cinque anni fa potevamo considerare la situazione di saturazione delle strutture sportive universitarie un successo, oggi possiamo affermare che il parco impiantistico sportivo universitario non è più adeguato.
Data la vetustà degli impianti sportivi universitari, gli stessi non sono più in grado di soddisfare le richieste che provengono da un mondo universitario metropolitano in continua crescita che, in controtendenza rispetto la trend nazionale, ha segnato un +8%. anche nel 2015.
Strutture sportive la cui costruzione è avvenuta mediamente tra la fine degli anni 70 e gli inizi degli anni 80, oggi manifestano due ordini di problemi: 
- non sono più in grado di garantire un accettabile standard igienico sanitario e normativo soprattutto per ciò che concerne l’accessibilità ai disabili
- non riescono più ad accogliere le richieste di attività sportiva degli studenti. A titolo esemplificativo ma non esaustivo, nel solo 2015 più di 850 studenti non hanno potuto iscriversi ai corsi sportivi nelle diverse discipline e sono state oltre 3.000 le ore di attività richieste (campi di tennis, calcio, beach volley…) che non hanno potuto essere soddisfatte
Le prime azioni previste saranno effettuate sugli impianti di corso Sicilia 50 e via Panetti 30.

DICHIARAZIONI RELATORI
Tanta soddisfazione nelle parole del Presidente CUS Torino Riccardo D’Elicio: “un grande passo avanti per tutto il sistema universitario sportivo torinese. Questo è un progetto che risale al primo periodo post Universiade Torino 2007 ed oggi finalmente riusciamo a portarlo avanti e a realizzarlo. Il servizio sport è una delle principali richieste degli studenti stranieri, ad oggi oltre 8.700 tra Università e Politecnico di Torino, una volta arrivati nella nostra città. Un ringraziamento quindi alla Compagnia di San Paolo, qui rappresentata dal Presidente Remmert e dal Vice Presidente Mezzalama, per aver creduto nel sistema universitario sportivo torinese, in particolare anche ad Ada Re e Stefano Scaravelli per aver seguito la realizzazione di questo progetto pluriennale. Riuscire ad abbinare l’attività sportiva al sistema sanitario nazionale è il mio grande sogno per il futuro”.
E’ stata quindi la volta del Presidente della Compagnia di San Paolo Luca Remmert: “la città di Torino sta subendo un’importante trasformazione culturale, questo è sottolineato da un aumento notevole di studenti universitari, in particolare di studenti stranieri. Compagnia di San Paolo si adopera molto per garantire ai giovani un futuro adeguato, quindi non potevamo sottrarci alla richiesta del sistema universitario torinese. Lo sport è molto importante nel percorso formativo dei giovani, è fondamentale dunque che essi vengano seguiti in tutte le tappe di questo percorso. L’attività sportiva è inoltre sia un elemento preventivo che terapeutico, è proprio per questo motivo che questi fondi verranno impiegati anche per l’adeguamento delle strutture sportive per i diversamente abili. Seguiremo durante tutto il percorso i lavori del progetto per assicurarci che i fondi siano ben investiti”.
Ha preso poi la parola il Vice Presidente della Compagnia di San Paolo e Professore del Politecnico di Torino Marco Mezzalama: “lo sport deve essere considerato un momento di attrazione, aggregazione e integrazione multietnica, multirazziale e multiculturale. Deve avere anche una rilevanza terapeutica e un ruolo principale nella prevenzione. Il nostro impegno nei confronti di questo progetto ha come finalità quella di creare una popolazione sportiva che abbia la possibilità di praticare attività presso impianti di qualità”. 
Ha chiuso gli interventi il Vice-Rettore per la valorizzazione del patrimonio edilizio e della programmazione dello sviluppo edilizio dell’Università degli Studi di Torino Bartolomeo Biolatti: “il potenziamento della pratica sportiva è uno degli obiettivi dell’Università degli Studi di Torino. L’attività fisica riduce il numero delle patologie per questo motivo il sistema universitario torinese sta investendo molto in questo tipo di progetti. L’Università di Torino ha 115 immobili, un numero molto elevato di strutture e tutte queste hanno bisogno di manutenzione e migliorie. L’obiettivo però degli ultimi anni è quello di potenziare l’impiantistica sportiva universitaria e, dove possibile, progettare nuove strutture”.